작품 상세

olio su tela, cm 196x128,5, Bibliografia: - C. Sisi, Nota breve sulla formazione di Silvestro Lega, in Silvestro Lega. 1826-1895. Opere delle collezioni pubbliche e private nel centenario della sua morte, cat. della mostra a cura di G. Matteucci, C. Sisi, Bologna, 1995, p. 29; - F. Mazzocca, Lega, i Macchiaioli e il Quattrocento, cat. della mostra Forlì, 14 gennaio - 24 giugno 2007, a cura di G. Matteucci, F. Mazzocca, A. Paolucci, Cinisello Balsamo, 2007; - Carlo Sisi, Ettore Spalletti, Nel segno di Ingres. Luigi Mussini e l'Accademia in Europa nell'Ottocento, cat. della mostra, Siena Complesso Museale Santa Maria della Scala, 6 ottobre 2007 - 6 gennaio 2008, Silvana Editoriale, Milano, 2007, pp. 88, 89, n. 9. "Eseguita nel 1857, quando da Modigliana gli venivano commissionate le lunette della Madonna del Cantone, suo primo capolavoro, la copia della Musica Sacra di Mussini ha il sapore di una palese attestazione di affetto per il maestro. Giunto a Firenze nel 1843, Silvestro Lega aveva infatti seguito per un biennio i corsi dell'Accademia di Belle Arti sotto la guida di Servolini e di Gazzarrini, ma al terzo aveva optato esclusivamente per la Scuola del Nudo e aveva preso a frequentare lo studio di Luigi Mussini, da poco ritornato da Roma. lo stesso Silvestro Lega, nella famosa lettera autobiografica inviata all'amico Diego Martelli nel 1870, a ricordare con passione questa pri-ma fase della sua formazione: "Lasciai l'Accademia (riservandomi la Scuola del Nudo; alla quale continuai andarvi per moltissimi anni) ed entrai ben accetto nello studio del Prof. Luigi Mussini. Questo distinto artista, di punto in bianco mi svegliò la vera passione all'arte. Disegnavo, disegnavo sempre. Ne era contento. [...] Il Prof. Mussini un giorno mi comunicò che voleva mettere su una Scuola. In poco tempo arrivò al suo intento, coadiuvato dal Prof. Stiiler. Io Norfini, Randi, Lapi, Gordigiani ed un Russo erano gli Scolari. Si lavorava insieme con un amore indicibile. Facevamo dei progressi (ma tutti nella parte di-segnativa, perchè ora capisco che di colore ne sapevano poco tutti e due)" (trascrizione di Vitali, cit. in Matteucci 1987, p. 39). Il dipinto attesta la convinta assimilazione da parte di Lega delle componenti nazarene e ingriste contenute nell'insegnamento del maestro, e quindi la padronanza acquisita di un metodo caratterizzato dal riferimento a valori astratti, sia formali sia metafisici, senza esclusione tuttavia di attinenze alla realtà naturale, patrimonio che riverserà nella sua pittura della quotidianità. Sarà così che, come ci ha spiegato Carlo Sisi, "La nobilitazione formale della semplice vita quotidiana" viene raggiunta da Lega "attraverso il tirocinio accademico che, additando i maestri del Quattrocento quali insuperati modelli di perfezione disegnativa, gli aveva anche insegnato a guardare la realtà col filtro della loro ingenua e casta bellezza" (Sisi 1995, p. 29). Sulla traccia di tali considerazioni non risulterà una forzatura considerare il Canto dello stornello di Lega come l'erede laico della Musica Sacra di Mussini".