작품 상세
(Lucca, 1606 - Udine, 1675) Studio di testa femminile Olio su tela, cm 43X29 La biografia tramandataci dal Baldinucci disegna un profilo avventuroso e inquieto dell'artista, formatosi nell'ambiente controriformato fiorentino con il Passignano e partecipe a Bologna della vivace bottega reniana. Ancora giovanissimo intraprese un viaggio in Francia, lavorò a Lione, e a Parigi dove ferì gravemente un uomo a duello, per poi fuggire a Milano, giungere a Venezia agli inizi del sesto decennio e trovare nuove commissioni in Trentino. La sua tecnica, capace di ottenere il meglio dagli impasti pittorici, mostra una sapienza onnivora, una stesura di carattere morbido ma intensa nei suoi giochi tonali e invenzioni di lume. Il Lanzi rimproverava il pittore di aver introdotto a Venezia Quel metodo di dipingere così oleoso ed oscuro e tra queste invenzioni vanno certamente ricordate le tele raffiguranti L'Indovina del Museo di Padova, Amore e Psiche già di collezione milanese e Giuditta conservata al Museo di Trento, opere A lume di notte, prodotte tra gli anni 1653 e il 1657, nel momento di passaggio fra l'attività lombardo-trentina e quella svolta nella città lagunare. A questo momento sembra collocarsi la tela in esame, memore degli esempi nordici e tenebrosi, dove il colore cangiante dei panneggi gioca con l'ambientazione notturna. Bibliografia di riferimento: M. Botteri Ottaviani, Pietro Ricchi 1606-1675, catalogo della mostra, Milano 1996, ad vocem M. Pulini, La mano cangiante di Pietro Ricchi, in Arte documento, 9, (1995) 1996, pp. 120-131
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